a cura di Michele E. Puglia
Questo ramo ebbe origine dalla dinastia di Spagna con l'infante
don Carlos, figlio di Filippo V e della sua seconda moglie, Elisabetta
Farnese. Costei aveva tessuto le sue trame per venti anni, per
assicurare al figlio un regno. Era riuscita ad ottenergli il ducato
di Parma e Piacenza e il Granducato di Toscana. A quindici anni
Carlo partì dalla Spagna (1731), dove tornerà dopo
trent'anni. Il granduca Gian Gastone, l'ultimo dei Medici, firmava
un testamento (1732) col quale dichiarava l'Infante Carlo suo
successore, commentando con sarcasmo tutto toscano di aver avuto,
con un tratto di penna, un figlio che non era riuscito ad avere
in trentaquattrto anni di matrimonio. Nel 1733 il ducato e granducato
gli furono confermati dal trattato dell'Escuriale. A diciotto
anni (1734) fu dichiarato maggiorenne libero di governare e amministrare
con indipendenza i suoi Stati.
La strada spianata dalla madre, però, non si fermava al
ducato e granducato. Egli conquistava il Regno di Napoli agli
austriaci (1734), lasciando il ducato e granducato al fratello
Filippo.
La strada di Carlo (non aveva un numero identificatore), non si
fermò nemmeno al regno di Napoli: dopo avervi regnato per
venticinque anni (1734-1759), lo lasciò per prendere quello
di Spagna (1759-1780), col nome di Carlo III.
Nel regno di Napoli gli succedette il figlio Ferdinando IV, il
quale, nel momento dell'invasione del regno da parte dei francesi,
fu sostituito dal breve regno (1808-1815) di Gioacchino Murat,
marito della sorella di Napoleone, Carolina. Ferdinando IV si
rifugiò in Sicilia (che Murat non era riuscito a conquistare).
Con la caduta di Napoleone (1814), Ferdinando riprese il regno
di Napoli e di Sicilia col nome di Ferdinando I (1815-1825) diventando
re delle due Sicilie.
Gli succedette il figlio Francesco I (1825-1830) e a questo Ferdinando
II (1830-1859). Infine il regno passò per breve tempo (1859-1860)
a Francesco II, scacciato poi da Garibaldi con i suoi Mille.
Francesco II morì ad Arco nel 1894. Il padre, Ferdinando
II, dalla prima moglie, Maria Cristina di Savoia, aveva avuto
un unico figlio, Francesco II, ma dalla seconda moglie, Maria
Teresa d'Austria, ne aveva avuti dieci.
Tra questi vi era Alfonso, conte di Caserta (1841-1934), che aveva
assunto i diritti ereditari, trasmessi agli eredi. Alfonso aveva
sposato Maria Antonia, figlia del conte di Trapani, dalla quale
aveva avuto due figli, Ferdinando-Pio (1869-1960), duca di Calabria,
che aveva sposato Maria, figlia del principe di Baviera, e Carlo
(1870-1949) che aveva sposato in prime nozze Maria de la Mercedes,
principessa delle Asturie (sorella d'Alfonso XIII di Spagna),
e in seconde nozze Luisa d'Orleans-Francia.
Il primo dei due, Ferdinando-Pio, duca di Calabria, aveva avuto
cinque figlie femmine e un maschio, Ruggero, morto a quattordici
anni (1900-1914).
Il fratello Carlo, invece, dalla prima moglie Maria de la Mercedes
aveva avuto Alfonso (1901), che sposava Alice di Borbone-Parma;
Ferdinando (1903) e Isabella (1904). Dalla seconda moglie, Luisa
d'Orleans-Francia aveva avuto Carlo, morto (1936) combattendo
in Spagna; Francesco da Paola (1873-1876); (Gennaro (1882-1944);
Ranieri (1833-1973), duca di Castro; Filippo (1885-1949); Francesco
d'Assisi (1888-1914) e Gabriele (1897), oltre a sette femmine.
Attuale Capo della Casa è il figlio di Ranieri, Ferdinando
Maria (1926) duca di Castro, che ha sposato Chantal de Chevron-Villette,
da cui ha avuto un figlio, Carlo (1963). Questo ha sposato Camilla
Crociani, figlia di un industriale italiano.
La successione però è contestata (1) dal figlio
di Alfonso (nato dal primo matrimonio di Carlo con Maria de la
Mercedes, principessa delle Asturie), Carlo-Alfonso (1938), perché
Carlo, all' atto del matrimonio con l' erede presuntiva al trono
di Spagna, aveva rinunciato ai suoi diritti sul Regno delle due
Sicilie. Le contestazioni riguardano questa rinuncia. Il diretto
interessato, Carlo-Alfonso, sostiene (forse a torto) che il nonno
Carlo aveva rinunciato solo per sé. Gli altri discendenti
sostengono invece che Carlo aveva rinunciato anche per i suoi
discendenti.